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I 10 migliori Paesi per ospitare server proxy nel 2026

Dove ospitare un proxy nel 2026: 10 Paesi a confronto per latenza, IXP, leggi sulla conservazione dei dati e costi, con la sede giusta per ogni attività.

Pubblicato27 maggio 2023
Aggiornato20 ottobre 2026
Tempo di lettura15 min

La maggior parte delle classifiche dei “migliori Paesi per i server proxy” ordina i luoghi in base alla loro fama in fatto di privacy, ed è per questo che Svizzera, Islanda e Panama finiscono sempre in cima. Questa fama è in parte superata, perché Svizzera e Islanda obbligano già gli operatori di telecomunicazioni a conservare i dati di connessione per sei mesi.

Quando gestisci davvero un’infrastruttura proxy, però, il Paese si sceglie in un altro modo. La sede migliore è quella più vicina ai siti che devi raggiungere, con un grande punto di interscambio nelle vicinanze e leggi con cui puoi convivere. Per la maggior parte dei progetti questo significa Germania o Paesi Bassi per l’Europa, la costa est degli Stati Uniti per i target americani e Singapore o Giappone per l’Asia.

Noi lavoriamo così sui nostri range di IP dal 2011, oggi con server a Francoforte, Amsterdam, Londra, Parigi, New York e Los Angeles, e nella pratica la posizione del target conta più della bandiera sul server. La tabella qui sotto riassume i dieci Paesi; le sezioni successive spiegano i criteri alla base della classifica e abbinano a ogni tipo di attività la sede più adatta.

#PaeseHub principaleIdeale perAttenzione a
1GermaniaFrancoforteTraffico paneuropeo, target nell’UEIn parlamento c’è un disegno di legge per conservare gli indirizzi IP per tre mesi
2Paesi BassiAmsterdamRotte interne all’UE e transatlanticheI grandi host reagiscono in fretta alle segnalazioni di abuso
3Stati UnitiAshburn, New York, Dallas, Los AngelesSiti, marketplace e motori di ricerca USALe due coste sono lontane, quindi scegli quella dove si trovano i tuoi target
4Regno UnitoLondraSiti e servizi britanniciOrdini di conservazione fino a 12 mesi secondo la legge britannica
5FranciaParigi, MarsigliaTarget francesi; rotte verso Africa e Medio OrienteConservazione generale di un anno, rinnovata ogni anno
6PoloniaVarsaviaEuropa centrale e orientale a prezzi contenuti, restando nell’UEConservazione dei dati di traffico per 12 mesi
7SingaporeSingaporeSud-est asiatico, rotte verso India e AustraliaLa banda costa più che in Europa o negli USA
8GiapponeTokyo, OsakaGiappone, Corea, Asia orientalePrezzi più alti per server e banda
9CanadaToronto, MontréalNord America fuori dalla giurisdizione USAUn disegno di legge sulla conservazione dei metadati è all’esame del Senato
10SvizzeraZurigo, GinevraUna giurisdizione stabile e neutraleConservazione di sei mesi già in vigore, con regole più severe in preparazione

Come scegliere il Paese: sei criteri che contano#

1. La distanza dai tuoi target, non da te#

Ogni richiesta via proxy fa due viaggi: da te al proxy e poi dal proxy al sito. Nello scraping e nell’automazione il secondo viaggio si ripete migliaia di volte, quindi conviene mettere il proxy vicino ai siti che interroghi. Nella fibra la luce percorre circa 1.000 km in 5 millisecondi, il che aggiunge circa 10 ms di round-trip ogni 1.000 km di cavo, prima ancora che un server inizi a lavorare.

I ping misurati confermano il quadro. Un ping da Francoforte a New York richiede circa 90 ms, da New York a Los Angeles circa 66 ms e da Francoforte a Singapore circa 157 ms. Ecco perché un server in Virginia che dialoga con gli e-commerce americani batterà uno in Europa, anche se tu ti trovi a Berlino.

2. Un grande punto di interscambio vicino#

I punti di interscambio Internet (IXP) sono i luoghi in cui le reti si passano il traffico direttamente. Un server in una città con un grande IXP raggiunge più reti con meno hop, quindi le rotte sono più corte e si interrompono meno spesso. Il DE-CIX di Francoforte è l’esempio più chiaro: il 13 ottobre 2026 il suo picco di traffico ha toccato il record di 21,47 terabit al secondo. AMS-IX ad Amsterdam ha superato i 15 Tbps ad aprile 2026, e Londra, Ashburn, Singapore e Tokyo svolgono lo stesso ruolo nelle rispettive regioni.

3. Dove i siti pensano che si trovi l’IP#

I siti non vedono l’indirizzo fisico del tuo server. Cercano l’IP in database di geolocalizzazione come MaxMind, che incrociano il modo in cui il range è registrato, come viene annunciato su Internet, le misurazioni di rete e le correzioni inviate dai proprietari. Per questo il Paese fisico e il “Paese dell’IP” possono non coincidere.

Il divario è reale. In uno studio del 2018 guidato da ricercatori della Carnegie Mellon University, il team ha testato 2.269 server di sette servizi VPN commerciali e ha scoperto che circa un terzo sicuramente non si trovava nei Paesi dichiarati. La maggior parte stava in realtà in posti dove l’hosting è economico e affidabile, come Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.

Il problema colpisce anche chi noleggia un server in modo del tutto onesto. Una lamentela tipica su r/VPS di Reddit suona così: un server nuovo in Virginia risulta ancora in Austria su Google settimane dopo, perché il range apparteneva prima a una rete europea. Prima di impegnarti su una sede, quindi, controlla il tuo IP in due o tre servizi di geolocalizzazione e verifica che diano lo stesso risultato. Se il range è tuo, pubblicare un geofeed (un semplice file nel formato RFC 8805) aiuta i database ad aggiornarsi più in fretta.

4. Leggi sulla conservazione dei dati e sulla sorveglianza#

La domanda più importante è se la legge locale obbliga i provider a registrare chi ha usato quale IP e quando. La maggior parte di queste norme vincola gli operatori di accesso a Internet e di telecomunicazioni, non il cliente che noleggia un server, ma la tua società di hosting potrebbe comunque tenere dei log propri, quindi leggi anche la sua informativa sulla privacy. L’appartenenza al gruppo di condivisione dell’intelligence “14 Eyes” attira molta attenzione online, eppure le leggi sulla conservazione dei dati e la politica di logging del provider hanno un effetto pratico molto maggiore.

5. Come l’host gestisce le segnalazioni di abuso#

Gli IP dei proxy attirano segnalazioni di abuso, anche quando il lavoro che c’è dietro è legittimo. Gli host nei grandi hub di solito inoltrano le segnalazioni e si aspettano una risposta rapida: Contabo, per esempio, chiede ai clienti di rispondere entro 24 ore, e i termini di OVHcloud le consentono di sospendere un proxy pubblico usato in modo improprio. Se ignori qualche segnalazione, il server può essere spento, e nel quotidiano questo è un rischio più concreto di qualsiasi legge sulla sorveglianza. Scegli un host con una procedura anti-abuso chiara e tieni aggiornati i tuoi contatti.

6. Costi e disponibilità di IP#

I prezzi di server e banda cambiano da una regione all’altra più di quanto molti si aspettino. In Giappone e a Singapore la banda e il traffico in uscita dal cloud costano sensibilmente più che negli USA o in Europa occidentale: AWS, per esempio, fa pagare $0,09 per GB di traffico in uscita dalla Virginia e da Francoforte, $0,12 da Singapore e $0,14 da Tokyo.

Gli indirizzi IPv4 aggiuntivi costano ovunque. A settembre 2026, secondo il report di mercato di IPv4Center, sul mercato libero un IP si comprava in media a circa $20, mentre il noleggio andava da circa $0,38 a $0,59 per IP al mese a seconda del marketplace. Gli host aggiungono poi il proprio ricarico: Hetzner chiede €1,70 al mese per ogni IP aggiuntivo e OVHcloud $2.

I 10 migliori Paesi per ospitare un server proxy#

1. Germania#

Bandiera della Germania

Francoforte è la scelta predefinita per l’Europa. DE-CIX Frankfurt è il più grande punto di interscambio d’Europa, la città ospita la maggior parte delle grandi reti e delle region cloud, e i server dedicati lì sono tra i più economici dell’Europa occidentale.

I tribunali tedeschi hanno bocciato più volte la conservazione generalizzata dei dati, l’ultima volta nel 2023 con una sentenza della Corte amministrativa federale. Il governo ci riprova con una norma più circoscritta. Ad aprile 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che obbligherebbe i provider di accesso a Internet a conservare per tre mesi le assegnazioni degli indirizzi IP e i numeri di porta, e a giugno il testo è arrivato al Bundestag. A ottobre 2026 è ancora in commissione dopo un’audizione pubblica, quindi non è ancora legge.

  • Ideale per: scraping in tutta l’UE, monitoraggio dei prezzi, SEO nei mercati di lingua tedesca.
  • Attenzione a: come andrà a finire il disegno di legge sulla conservazione degli IP.

2. Paesi Bassi#

Amsterdam è la principale rivale di Francoforte, con l’AMS-IX e cavi transatlantici diretti. Ha uno dei mercati dell’hosting più densi d’Europa e ottime rotte verso il Regno Unito e gli Stati Uniti.

I Paesi Bassi non hanno una legge sulla conservazione dei dati in vigore dal 2015, quando un tribunale dell’Aia ha sospeso quella precedente. Un disegno di legge sostitutivo presentato nel 2016 è ancora fermo in parlamento.

  • Ideale per: traffico interno all’UE e transatlantico, target nel Benelux.
  • Attenzione a: i grandi host reagiscono in fretta alle segnalazioni di abuso, quindi rispondi sempre.

3. Stati Uniti#

La Virginia settentrionale, attorno ad Ashburn, è il più grande mercato di datacenter al mondo, seguita da New York, Dallas, Chicago e Los Angeles. Gli Stati Uniti non hanno una legge generale che obblighi i provider a conservare i log di connessione. Durante un’indagine, invece, le autorità possono ordinare a un provider di preservare determinati record per 90 giorni, con una sola proroga di altri 90 giorni.

  • Ideale per: e-commerce USA, risultati di ricerca, marketplace e servizi disponibili solo negli Stati Uniti.
  • Attenzione a: tra costa est e costa ovest ci sono circa 66 ms, quindi metti il server sulla stessa costa dei tuoi target.

4. Regno Unito#

Londra, sede dell’exchange LINX, è la scelta naturale per i contenuti riservati al Regno Unito, i risultati di ricerca britannici e i retailer locali.

In base all’Investigatory Powers Act 2016, il governo può ordinare agli operatori di telecomunicazioni di conservare i dati delle comunicazioni fino a 12 mesi.

  • Ideale per: siti britannici e risultati locali.
  • Attenzione a: gli IP britannici spesso costano più di quelli UE.

5. Francia#

Parigi serve bene i target francesi, e Marsiglia è il punto di approdo di cavi sottomarini più trafficato d’Europa, con 17 cavi verso Africa, Medio Oriente e Asia. Per questo il sud della Francia è un utile punto intermedio per il traffico diretto a est o a sud.

La Francia mantiene regole di conservazione più ampie della maggior parte degli Stati UE. Dopo una sentenza del Conseil d’État del 2021, gli operatori conservano i dati di traffico per un anno in base a un decreto sulla sicurezza nazionale, che il governo ha rinnovato ancora una volta a fine settembre 2026.

  • Ideale per: target francesi, rotte verso Nord Africa e Medio Oriente.
  • Attenzione a: prezzi più alti che in Europa centrale.

6. Polonia#

Varsavia offre la giurisdizione UE e una buona connettività a prezzi da Europa centrale, con bassa latenza verso la Germania e i Paesi baltici.

La Polonia, però, è più severa di quanto lasci pensare la sua immagine low cost. La legge sulle comunicazioni elettroniche del 2024 obbliga gli operatori a conservare i dati di traffico per 12 mesi e a tenerli all’interno del Paese.

  • Ideale per: target in Europa centrale e orientale, capacità a basso costo nell’UE.
  • Attenzione a: per una copertura globale, Francoforte o Amsterdam restano collegate direttamente a un numero maggiore di reti.

7. Singapore#

Singapore è l’hub principale del Sud-est asiatico. Qui approdano circa 26 cavi sottomarini, che la collegano a India, Australia e Asia orientale.

  • Ideale per: marketplace del Sud-est asiatico, app regionali, rotte verso India e Australia.
  • Attenzione a: banda e server costano molto più che in Europa o negli Stati Uniti.

8. Giappone#

Tokyo e Osaka offrono la latenza migliore verso i servizi giapponesi e coreani, molti dei quali guardano con sospetto gli IP stranieri. Il Giappone non ha una legge generale sulla conservazione dei dati: la polizia può solo chiedere di preservare record specifici, caso per caso.

  • Ideale per: siti giapponesi e coreani, gaming ed e-commerce dell’Asia orientale.
  • Attenzione a: prezzi alti dei server e pochi provider economici.

9. Canada#

Toronto e Montréal sono vicine al nord-est degli Stati Uniti in termini di latenza, ma restano fuori dalla giurisdizione USA. Oggi il Canada non ha una legge generale sulla conservazione dei dati, però le cose potrebbero cambiare: il Bill C-22, che permetterebbe al governo di obbligare i grandi provider a conservare i metadati fino a sei mesi, è stato approvato dalla Camera dei comuni a giugno 2026 e ora è al Senato.

  • Ideale per: target nordamericani quando vuoi un host fuori dagli Stati Uniti, siti canadesi.
  • Attenzione a: il Bill C-22, l’appartenenza del Canada ai Five Eyes e un mercato dell’hosting economico meno fornito che negli USA.

10. Svizzera#

Bandiera della Svizzera

La Svizzera offre stabilità politica e un’infrastruttura eccellente a Zurigo e Ginevra. La sua fama in fatto di privacy, però, è superata: dal 2002 la legge svizzera impone sei mesi di conservazione dei dati di connessione.

Nel 2025 il governo ha proposto di rivedere l’ordinanza sulla sorveglianza, nota come VÜPF, per estendere gli obblighi di identificazione e conservazione a più servizi online. Nel luglio dello stesso anno Proton, una delle aziende svizzere della privacy più conosciute, ha annunciato che avrebbe spostato fuori dal Paese gran parte della propria infrastruttura fisica a causa dell’incertezza giuridica. A febbraio 2026 il Consiglio federale ha rinviato la bozza per una valutazione d’impatto e una seconda consultazione, quindi le regole non sono ancora definite.

  • Ideale per: hosting stabile in una giurisdizione neutrale.
  • Attenzione a: la revisione della VÜPF; non scegliere la Svizzera solo per la privacy.

E l’Islanda e la Romania?#

Entrambe compaiono spesso nelle liste “per la privacy”. La legge islandese sulle comunicazioni elettroniche obbliga le società di telecomunicazioni a conservare i dati di traffico per sei mesi, e l’isola è lontana dalla maggior parte dei target, quindi la latenza ne risente. La Romania offre hosting economico nell’UE e funziona bene per il traffico dell’Europa orientale, ma per la maggior parte del lavoro con i proxy non ha vantaggi particolari rispetto a Polonia o Germania.

Quale Paese per quale attività#

È più facile scegliere la sede partendo dal lavoro da fare che dalla mappa. Nella maggior parte dei casi vince il Paese i cui IP vedono la versione del sito che ti serve e i cui server sono più vicini a quel sito.

AttivitàSede migliorePerché
Scraping di marketplace e risultati di ricerca USACosta est USA (Virginia, New York)La maggior parte delle piattaforme americane gira lì, e vedi prezzi e inserzioni USA
Monitoraggio dei prezzi in tutta l’UEGermania o Paesi Bassi, più un IP locale per ogni Paese che monitoriRouting centrale per la velocità, IP locali per prezzi e valuta locali
Monitoraggio del posizionamento SEO localeUn IP nel Paese esatto, meglio ancora nella cittàI risultati di ricerca cambiano in base alla posizione
Servizi e retailer riservati al Regno UnitoRegno UnitoMolti siti britannici mostrano contenuti diversi a chi si collega da fuori dal Regno Unito
E-commerce del Sud-est asiaticoSingaporeRotte più corte verso i marketplace e le app della regione
Siti giapponesi e coreaniGiapponeLatenza minima e meno controlli di sicurezza di quelli riservati agli IP stranieri
Gestione di account socialIl Paese in cui è registrato ciascun accountUn cambio improvviso di Paese fa scattare i controlli di sicurezza
Accesso a servizi di IA e APIUn Paese in cui il servizio è ufficialmente disponibileMolti servizi di IA sono disponibili solo in alcune regioni
Un proxy personale per la privacyQualsiasi hub stabile in UE o Nord America, con un host che conserva log minimiLa politica di logging del provider conta più del Paese

Le sedi a cui prestare attenzione#

Questi Paesi non sono off-limits. Spesso i proxy con IP locali sono proprio ciò che serve per vedere i risultati locali, ma gestire un tuo server lì comporta obblighi che è bene conoscere.

  • India. Dal 2022 le regole del CERT-In impongono ai fornitori di servizi di conservare in India i log di sistema per 180 giorni, e datacenter e provider di VPS, cloud e VPN devono conservare i dati verificati dei clienti per cinque anni. ExpressVPN, Surfshark, NordVPN e Proton hanno reagito ritirando i loro server fisici dal Paese.
  • Russia. La “Yarovaya law” del 2016 obbliga gli operatori a conservare i metadati per tre anni e il contenuto delle comunicazioni fino a sei mesi, con accesso da parte dei servizi di sicurezza. Anche i servizi VPN e gli anonimizzatori devono rispettare le restrizioni di accesso stabilite dallo Stato.
  • Cina. Per attivare linee dedicate transfrontaliere o VPN serve l’approvazione delle autorità delle telecomunicazioni, e un sito commerciale pubblico ha bisogno di una licenza ICP. Le rotte internazionali sono spesso lente e instabili.
  • Giurisdizioni “offshore” remote. Una società registrata su una piccola isola può offrire condizioni utili per la privacy, ma lì i server sono rari, il peering è spesso scarso e l’hardware può trovarsi lontano dalla maggior parte dei target. Verifica dove stanno davvero le macchine e dove vengono geolocalizzati i loro IP.

Server proxy tuo o proxy a noleggio?#

Un singolo VPS con Squid, 3proxy o Dante è un ottimo punto di uscita privato. Quando però ti servono molti IP o più Paesi, il noleggio di solito costa meno e richiede molto meno lavoro.

Server proprioProxy a noleggio
Indirizzi IPDi solito uno per server; gli IP extra si noleggiano e si pagano ogni meseCentinaia o migliaia, pronti all’uso
PaesiUno per ogni server noleggiatoMolti, da cambiare in una dashboard
Configurazione e manutenzioneInstalli, proteggi e aggiorni tu il software proxyIncluse
Segnalazioni di abusoArrivano a te, e se rispondi tardi rischi la sospensioneGestite dal provider
Reputazione degli IPQuella del range che ti assegna l’hostGestita dal provider, che sostituisce gli IP quando serve
Ideale perUn’uscita stabile e privata sotto il tuo pieno controlloScraping, monitoraggio e automazione su larga scala

C’è una cosa che il Paese non può risolvere, ed è la reputazione del range di IP. I provider cloud pubblicano i propri range di IP e molti siti li rifiutano a priori, quindi un server nuovo nel Paese “giusto” può comunque ricevere errori 403 fin dalla prima richiesta. Il Paese aiuta solo se il range in sé è pulito.

Se scegli il noleggio, chiedi al provider dove si trovano fisicamente i server, di chi sono i range di IP che usa e come vengono geolocalizzati. La nostra configurazione segue la logica di questa guida: oltre 100.000 indirizzi IPv4 nelle nostre sottoreti, su server a Francoforte, Amsterdam, Londra, Parigi, New York e Los Angeles. Puoi sfogliare tutte le sedi proxy disponibili, partire dai proxy datacenter per i lavori ad alto volume oppure configurare un piano con i Paesi esatti e il numero di IP che ti servono.

Qual è il miglior Paese per ospitare un server proxy?

Per l'Europa, Germania o Paesi Bassi; per i target americani, la costa est degli Stati Uniti; per l'Asia, Singapore o Giappone. La risposta giusta dipende da dove si trovano i siti che devi raggiungere.

Qual è il Paese migliore per la privacy di un proxy?

Nessun Paese la garantisce. Persino Svizzera e Islanda obbligano gli operatori di telecomunicazioni a conservare i dati di connessione per sei mesi, quindi conta più un host con una politica di log minimi che la sua bandiera.

L'alleanza 14 Eyes conta per un server proxy?

Riguarda la condivisione di intelligence tra governi. Per la maggior parte del lavoro con i proxy, le leggi locali sulla conservazione dei dati e la politica di logging del tuo provider hanno un effetto pratico maggiore.

La posizione del server influisce sulla velocità del proxy?

Sì. Ogni 1.000 km di fibra tra il proxy e il sito aggiungono circa 10 ms di round-trip, e lo scraping moltiplica questo ritardo per migliaia di richieste. Metti il proxy vicino al target.

I siti vedranno il Paese in cui si trova il mio server?

Vedono il Paese che il loro database di geolocalizzazione assegna al tuo IP. Di solito coincide, ma non sempre, quindi controlla l'IP su qualche servizio di lookup.

Ospitare un server proxy è legale?

Nella maggior parte dei Paesi sì. Quello che ci fai passare deve comunque rispettare la legge, e alcuni Paesi, come India, Cina e Russia, impongono agli operatori obblighi di licenza o di conservazione dei log.

Quanto costa un indirizzo IPv4 aggiuntivo?

Sul mercato libero, a settembre 2026, circa $20 per IP in acquisto, oppure all'incirca da $0,40 a $0,60 per IP al mese a noleggio. Gli host aggiungono il proprio ricarico, spesso $2 al mese o più per indirizzo.